Come la blockchain cambierà l’industria alimentare e perchè sarà importante per l’Italia

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Come la blockchain cambierà l’industria alimentare e perchè sarà importante per l’Italia

blockchain food ibm

La blockchain viene quasi esclusivamente collegata ai bitcoin ma in realtà è una tecnologia che nel medio/lungo periodo potrebbe cambiare le regole del mercato economico finanziario.

Che cos’è la blockchain – spiegata con semplicità –

E’ una “catena di blocchi” sulla quale vengono registrati tutti i pagamenti e può essere vista come un registro notarile automatico. Facciamo un esempio: oggi quando si effettua un pagamento la transazione viene registrata da una banca, utilizzando invece i bitcoin e la blockchian la transazione non passa dalla banca ma viene registrata su una rete di server online. La catena di blocchi è pubblica ed in questo modo è possibile tracciare il pagamento. Pensiamo ad esempio alla beneficenza, quando facciamo un pagamento con un sms di 2 euro per sostenere un ente no-profit. Effettivamente non sappiamo dove andranno i 2 euro donati, in quanto i soldi vengono gestiti dall’operatore telefonico e non possiamo nemmeno avere la certezza se finiranno tutti in beneficenza o solo una parte. In caso di utilizzo della blockchain invece potremmo conoscere con esattezza tutti i passaggi della nostre donazione (noi – operatore telefonico – banca – ecc.. ) e l’esatta somma che finirà all’ente no-profit.

La blockchain e l’industria alimentare

Il sistema della blockchain oggi si sta testando su diversi settori, tra cui quello dell’industria alimentare. Aziende come Walmart (la più grande catena al mondo di Supermercati) e Nestlè stanno facendo dei test con questa tecnologia.

Perchè si dovrebbe utilizzare la blockchain nell’industria alimentare?

I due colossi del sistema alimentare la stanno sperimentando per prevenire il cibo contaminato. Capita sempre più spesso, infatti, di sentir parlare di casi di cibo avariato, come recentemente quello delle uova contaminate dal Fipronil (fonte Altroconsumo).
Secondo l’Orgnizzazione Mondiale della Sanità ogni anno, nel mondo, una persona su dieci si ammala e circa 420.000 muoiono a causa del cibo. Sono molti i fattori patogeni che possono agire, tra questi ci sono batteri, tossine, virus, prodotti chimici.
Tornando all’esempio delle uova il problema non è stato solo la contaminazione, ma anche risalire al canale distributivo e allo stabilimento di produzione. Per tale motivo sono passate settimane prima di togliere le uova dal mercato e il contagio si è espanso.
Questo dipende dal fatto che non è ancora attivo un sistema efficace di tracciabilità del cibo, che possa facilmente individuare la provenienza dei prodotti.

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Utilizzando la blockchain è possibile tracciare tutti i pagamenti effettuati nel canale distributivo, dalla produzione agricola, alla trasformazione industriale, fino alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio. Nell’esempio delle uova contaminate si sarebbe risaliti in tempo immediato all’azienda che le ha prodotte evitando in questo modo la contaminazione.
Per tali  motivazioni i due colossi alimentari sopra citati, per rafforzare la fiducia dei consumatori, hanno deciso di testare in Cina e negli Stati Uniti il sistema di Blockchain di IBM e ad oggi i risultati sono risultati positivi.

 

Perchè la blockchain potrebbe essere importante per il settore alimentare in Italia?

I prodotti alimentari “made in Italy” come il Parmigiano Reggiano o la Mozzarella di Bufala Campana, solo per citarne alcuni, sono apprezzati in tutto il mondo. Purtroppo però siamo vittime della contraffazione e spesso quando andiamo all’estero troviamo sugli scaffali dei più noti supermercati prodotti contraffatti venduti per italiani al 100%. La lotta alla contraffazione sembra una battaglia senza fine che ha un peso significativo sul pil nazionale.

La blockchain però potrebbe venirci in aiuto e risolvere questo problema: immaginiamo che tutto il sistema alimentare si basi sulla “catena di blocchi” e su ogni prodotto ci sia un QR Code dal quale si può rilevare tutto il percorso sostenuto da un singolo prodotto alimentare, dall’azienda di produzione agricola all’azienda di distribuzione. Nel caso di una mozzarella presente in uno scaffale di un supermercato negli Stati Uniti si vedrebbe da dove viene, quali sono stati i passaggi intermedi, e se è stata “modificata” durante il processo di distribuzione.

blockchain food

Che impatto avrebbe?

Usando un pò di immaginazione potremmo trovare all’interno di un supermercato una sezione dedicata solo ai prodotti “made in italy”, come avviene oggi per i prodotti per il sushi, per quelli vegani, o per la frutta/verdura biologica. Le grosse catene tendono sempre più a creare sezioni apposite all’interno del punto vendita per aumentare la soddisfazione del cliente e facilitarlo nell’acquisto di prodotti considerati “di nicchia”.

L’Italia cosa sta facendo?

Questa è la nota dolente, non si sente parlare di nessuna azienda italiana agro-alimentare che sta testando questa tecnologia. Attualmente anche il governo italiano non sta investendo nelle nuove tecnologie, non solo blockchain ma anche robotica ed intelligenza artificiale. La Francia, invece, notizia di qualche giorno fa, investirà ben 1.5 miliari di euro nella robotica (fonte Sole 24 ore – articolo completo).

 

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