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Food trend e novità nella ristorazione

I food trend del 2017

Oggi come oggi la nostra società segue mode e tendenze su tutto: vestiti e stili, tecnologia, passatempi. Studi di settore, analisi del mercato, classifiche di gradimento, ci dicono quello che ci piace, ciò che utilizziamo maggiromente e, spesso, quello che faremo in futuro. In questo l’alimentazione e le abitudini alimentari non fanno eccezione. Secondo il rapporto Baum+Whiteman, famosa consulting firm di New York, sono undici le tendenze nel mondo dellla ristorazione e del food and beverage, che seguiremo e che trasformeranno alcuni aspetti di questo mercato. Vediamo le principali.

La tecnologia e i servizi di take away

Un primo aspetto da considerare è l’ingresso della tecnologia nel mondo della ristorazione e, in particolare, l‘utilizzo di app per ristoranti per le consegne a domicilio. Già nel 2016 l’utilizzo da parte dei consumatori di servizi per la consegna di pasti a casa si è molto incrementato, ma l’ingresso in questo settore di alcuni colossi come Amazon, Uber e Google potrà davvero rivoluzionarne l’utilizzo. Queste realtà non si occupano di ristorazione, ma faranno da ponte tra l’utente pigro e i ristoratori. Sono inoltre aumentate le startup, anche italiane, che operano nel settore, con una nota particolare per quelle che consegnano i kit con tutti gli ingredienti predisposti per la realizzazione di ricette e piatti a casa.

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Alimenti salutari e biologici

Una tendenza che si sta sempre più delineando è quella di utilizzare ingredienti e alimenti sempre pù salutari e biologici. Anche le grandi catene, come Mac Donald’s, hanno eliminato le carni trattate con antibiotici, l’uso massivo di additivi e conservanti. In generale un occhio di riguardo va ai menù, che sempre più spesso sono incentrati su un approccio “green”.
Un altro dato emerso è che il consumo di pasta negli ultimi cinque anni è considerevolmente diminuito: è sceso dell’8% in Australia, del 13% in Europa e del 25% nella sola Italia. Al contrario la verdura assume sempre più un ruolo da protagonsta, passando da contorno a portata principale. Questo è dovuto in parte alla diffusione di diete quali quella vegetariana e quella vegana, ma anche a una attenzione sempre maggiore per una dieta leggera e sana, ai prezzi sempre meno accessibili della carne e allo sviluppo di molti mercati locali.

Il diffondersi delle cucine internazionali

Ci sono inoltre alcuni piatti tipici di alcune culture, che si stanno diffondendo nel mondo, partendo dagli Stati Uniti. Il primo è il poke, una specialità hawaiana, composta da riso, su cui è appoggiato del pesce crudo a cubetti, spesso tonno, condito con una salsa che contiene salsa di soia, noci di macadamia, cipolla verde, alghe, avocado, mango, olio di sesamo, zenzero, peperoncini con vari gradi di piccantezza. E’ molto consumato a Los Angeles, la stessa città che ha reso popolare il sushi.
insalataNegli utimi anni anche la cucina ebraica rivisitata sta riscuotendo successo, grazie a molti chef che modernizzano la cucina kosher e la rendono appetibile per i gusti moderni. A Roma, nel quartiere ebraico questa tendenza è presente da diversi anni. Alcuni locali sono: Ba Ghetto che, nato nel 2008, Fonzie, la prima burger house kosher e Shilo, che si apre a contaminazioni made in USA.
Negli Stati Uniti spopolano gli smoothies di acai. Questo è il frutto di una palma brasiliana, che viene frullato con latte, banane e ghiaccio e guarnito con topping al cioccolato, granola, fiocchi di cocco e persino semi di chia. Il risultato è simile al gelato e è così ricco di zuccheri che può sostituire un pasto completo.
Anche il pollo fritto ha aumentato, almeno negli States, il volume di consumo, tanto da pensare che presto si potrà avere una versione stellata e sofisticata di questa umile ricetta tanto apprezzata.
Anche il piccante sta vivendo un momento di rivisitazione, con combinazioni di spezie che vengono da diverse parti del mondo e che creano nuovi gradi di piccantezza. Per fare solo due esempi:

  • il piri-piri pepper, una miscela africana con peperoncino, spezie, erbe aromatiche e bucce di agrumi;
  • il gochujang dolce-piccante, un condimento coreano che si prepara con malto d’orzo, soia fermentata, peperoncino rosso e farina di riso.

Una nota merita la ristorazione nei negozi, che si è sempre più diffusa. Alcuni esempi sono Ikea e Feltrinelli, dove shopping e convivialità sono un vero e proprio connubio vincente.

Per ultimo ma non da sottovalutare un cibo che non si può definire “vero e proprio cibo”…. stiamo parlando degli alimenti artificiali 2.0 creati con le stampanti 3d. Per noi italiani amanti della sana e buona cucina rabbrividiamo di fronte a queste cose ma negli Stati Uniti sono nate alcune startup che producono questo tipo di cibi.