Impossible food: Il cibo 2.0 ora è realtà

facebook
Il nuovo algoritmo di Facebook. Cosa cambierà?
24 giugno 2015
social
Come usare i social network per promuovere il tuo ristorante
25 agosto 2015

Impossible food: Il cibo 2.0 ora è realtà

cibo 2.0

Si sta sentendo parlare sempre più spesso, negli ultimi periodi, di “cibo 2.0”, ma di che cosa si tratta esattamente? Iniziamo col dire che stiamo parlando di cibo artificiale o impossible food e che al momento ci sono delle startup americane che ci stanno lavorando già da qualche anno. E’ ovvio che agli occhi di un ristoratore questo si tratta di un vero e proprio “scandalo”, ma avrà senso creare queste cose e quale sarà il cliente tipo??

Il concetto di cibo 2.0 nasce fondamentalmente dall’idea per cui sia necessario attuare delle nuove metodologie di produzione degli alimenti, anche in considerazione del fatto che la popolazione mondiale sta aumentando e che, in una prospettiva di lungo periodo, le attuali modalità di produzione possano rivelarsi insufficienti.

Al medesimo riguardo, peraltro si è già parlato di “cibo sostenibile”, dunque di una nuova produzione di alimenti fondata su idee completamente differenti da quelle tradizionali.

Gli ostacoli principali, in tal senso, sono legati anzitutto alla traduzione pratica dell’idea di cibo 2.0 ed anche al fatto che alimenti prodotti in queste modalità potrebbero quantomeno esser considerati con distacco e scetticismo dai consumatori.

Un esempio di cibo 2.0 è rappresentato dalla carne realizzata attraverso apposite “stampanti” 3D, un’idea che può sembrare improbabile, perfino buffa, ma che sembra invece esser già stata perfezionata, quantomeno dal punto di vista puramente teorico.

Il prototipo in questione si chiama The Cultivator, ed è stato creato da due studenti tedeschi, Sarah Mautsch e Aaron Abentheuer; questa insolita stampante, attraverso l’elaborazione di cellule muscolari e pelle, pare sia in grado di “stampare” delle fettine di carne in modo semplice e rapido.

A rendere speciale questa creazione vi è il fatto che la stampante non ha dimensioni particolarmente accentuate, anzi è stata realizzata in modo tale da poter essere collocata senza problemi in una qualsiasi cucina.

In questo modo, dunque, chiunque potrebbe “stampare” delle fettine di carne in casa propria, evitando tutte le problematiche di natura economica, etica ed ambientale legate alla produzione ed al consumo di questo alimento.

Un articolo dettagliato sulle aziende e persone che stanno lavorando al cibo 2.0, come Impossible Food che ha creato il “nonburger” lo potete trovare sul sito di startup italia.

Progetti di questo tipo, ovviamente, sono ancora in alto mare, tuttavia, aldilà della fattibilità pratica di simili idee, restano dubbi non meno importanti: chi sarà disposto a mangiare questo tipo di carne? Quale sarà il suo sapore? Ed il suo profilo nutrizionale?